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Progetto Respiro

Un tunnel contro il fumo (e per le donne)


Il fumo fa malissimo e, al di là delle “scelte individuali”, il percorso di sensibilizzazione civica della collettività è cruciale, e si arricchisce ora di un’iniziativa notevole.


Ci sono multinazionali del tabacco che periodicamente provano a contestare o a ridimensionare, su base apparentemente scientifica, i dati sui danni del fumo. Altre, forse più argutamente, hanno una strategia di comunicazione opposta e ammettono: “Sì, fa male, va onestamente riconosciuto e avvisato, ma la scelta è tutta del consumatore”. Ebbene sì, fa malissimo e, al di là delle “scelte individuali”, il percorso di sensibilizzazione civica della collettività è cruciale, e si arricchisce ora di un’iniziativa notevole.

A promuoverla è l’associazione Women Against Lung Cancer in Europe (Walce), dedita primariamente ai pazienti con tumori toracici ma con l’orizzonte virtuale dell’intera popolazione, in collaborazione con altre organizzazioni scientifiche europee e il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità. “Non bruciarti il futuro”, è lo slogan, che sarà disegnato da un vero e proprio tunnel, a forma di sigaretta, lungo 14 metri e alto 3, che attraverserà varie città italiane.

La prima tappa dell’allestimento è a Padova, il 14 e 15 maggio in piazza Cavour. Seguiranno piazza Bodoni a Torino, l’angolo tra via Argiro e via Calefati a Bari, piazza Cadorna a Milano, poi di nuovo Padova e infine Roma, a novembre, in piazza San Silvestro.

Il danno alla salute è gravissimo, e inizia dal momento delicato della gravidanza. Tra gli ultimi studi, una ricerca britannica ha documentato come i decessi al momento del parto siano perlopiù dovuti al peso insufficiente dei nascituri, e che tale difetto sia da ricondursi in larga parte alle sigarette fumate dalle madri.

“Ogni anno solo il cancro al polmone provoca in Italia oltre 33mila decessi”, nota ancora l’oncologa torinese Silvia Novello, presidente di Walce, additando il fumo come “principale fattore di rischio”. “Sono oltre 50 le malattie gravi provocate dalle 4mila sostanze tossiche contenute in una sola sigaretta”, chiosa Pier Francesco Conte, Coordinatore Tecnico-Scientifico della Rete Oncologica Veneta, ben oltre dunque le patologie specificamente tumorali.

All’allarme si sovrappone un altro. Il fumo tra le donne è dato in aumento, anziché in calo. Se tra i maschi emerge qualche dato incoraggiante, nel gentil sesso, nota ancora Conte, “aumenta del 2,7% la proporzione di quelle soggette a neoplasia”. La miglior prevenzione è quella della conoscenza, convengono gli addetti ai lavori.


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