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Smog, il danno cerebrale, specie per i bambini


“L’inquinamento invecchia”, raccontammo nei mesi scorsi, citando un’analisi sui danni cerebrali compiuta dalla Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi, che rilevava tra l’altro una gerarchia tra le più grosse città italiane, in favore della capitale, grazie alla sua migliore esposizione climatica e alla più estesa presenza di verde. Solo che il problema non riguarda solo gli anziani. Colpisce anche e anzitutto i bambini, come ribadisce ora una ricerca compiuta a Barcellona, e pubblicata sulla rivista “Epidemiology”.


Lo studio ha coinvolto circa 2600 bambini delle scuole elementari (tra i 7 e i 10 anni), sottoponendoli a test quotidiani sulle capacità d’attenzione, confrontati con le oscillazioni nella qualità dell’aria. Il dato, emerso palesemente, è stato quello di una correlazione, con una netta riduzione delle capacità di “problem-solving” nelle giornate e nei contesti più inquinati.

 

Insomma, al termine dell’anno scolastico, c’è da riflettere sul prossimo. Nelle alchimie organizzative su come portare a scuola i piccoli non conta ai fatti solo la “logistica” delle esigenze spaziali e temporali degli adulti, ma anche la salute dei figli, che si gioca anche sugli elementi neurotossici dello smog da loro respirato mentre li accompagniam, potenzialmente dannoso per la loro facoltà di concentrazione e crescita.


Fin qui il documentato allarme. Poi c’è il contesto. Quello del quasi mezzo milione di morti l’anno per l’inquinamento in Europa, secondo dati ufficiali.  Quello dell’85% della popolazione europea esposta a livelli di polveri sottili superiori a quelli di guardia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, pur con qualche segnale di miglioramento nel Continente. Insomma, al di là degli accordi internazionali sul clima, incluso quello di Parigi e i suoi “tradimenti” anche eccellenti, il messaggio, rilanciato dagli scienziati, è ancora quello: migliorare la qualità dell’aria non è un costo, è un investimento e un dovere di salute, anzitutto verso i più piccoli.


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