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Smog: correre meno e camminare meglio

Tra emergenze climatiche, emissioni inquinanti e responsabilità politiche suona quasi offensivo impartire decaloghi ai cittadini per l’autodifesa dallo smog. La realtà è che qualcosa può esser messo in atto anche da ognuno di noi, nei piccoli gesti quotidiani, per limitare sensibilmente il danno recato dall’esterno. A cavallo del nuovo anno ci ha provato con un decalogo la Società di Igiene (SItI) e Medicina Preventiva.

Alcuni dei consigli paiono banali o poco credibili, invece non lo sono. Basta jogging e basta biciclette nelle aree inquinate, ad esempio: le pensiamo attività salubri, mentre moltiplicano il pericolo perché aumentano anche di 20 volte il ritmo respiratorio. Diffidare delle mascherine, almeno quelle comuni, che non trattengono né gas né polveri sottili, le più insidiose. Meglio lasciare i bimbi a casa, perché nelle prime decine di centimetri dal suolo si concentra la più alta quantità di inquinanti.

E ancora, spegnere la sigaretta, che il fumatore percepisce istintivamente come un’“alternativa” allo smog, e invece costituisce una “ miscela esplosiva”, con danni legati proprio alla loro sinergia. Nell’auto, azionare gli impianti di ricircolo dell’area, ma solo per il tempo strettamente necessario. Il decalogo contiene infine raccomandazioni di natura generale sulla buona condotta “ecologica” di ciascuno.

Ma c’è chi va oltre, nell’apparente banalità delle consulenze. Lo scorso autunno l’European Lung Foundation, fondata nel 2000 nella britannica Sheffield dall’European Respiratory Society per riunire pazienti e professionisti della respirazione, ha pubblicato uno studio comparato sull’inquinamento nelle strade di Londra. Documentava l’ovvio, e cioè che “è meglio camminare nelle vie meno trafficate”. Sembra una sciocchezza, ma il fatto è che la differenza è risultata davvero enorme, con livelli inquinanti calcolati il doppio tra una strada limitrofa e l’altra, con quel che consegue per i rischi di malattia respiratoria.

Non sono piccolezze, anche solo cambiare strada, andare un po’ più piano e arrivare un po’ più tardi possono essere atti di salvezza.
Il decalogo completo


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