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Progetto Respiro

Respiro, questione di testa


Si dice che è l'intero corpo, e non solo la testa, a “pensare”, e si dice al contempo che è anche il nostro cervello a “respirare”.


Saper “controllare” il respiro è una componente fondamentale del nostro benessere, fisico e psicofisico. Ci sono tecniche d’ogni tipo e origine culturale, dall’Oriente e dall’Occidente, conosciute almeno in parte soprattutto da chi fa attività sportiva o attoriale. Si dice che è l'intero corpo, e non solo la testa, a “pensare”, e si dice al contempo che è anche il nostro cervello a “respirare”. Insomma siamo un tutt’uno, solo che non è ancora del tutto chiaro come le due componenti “dialoghino” tra loro. Dalla Svezia si segnalano gli esiti di una ricerca in proposito, che suonano promettenti per la cura dei disturbi respiratori stessi, a iniziare da quelli che coinvolgono i neonati.

La scoperta del Karolinska Institutet, illustrata sulla rivista internazionale eLife, verte su come il cervello reagisce e gestisce il respiro in risposta a mutamenti nei livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Di solito si pensa a un “riflesso condizionato”, ma la realtà è che tale riflesso è disposto dal cervello.

Tecnicamente è emerso – da una sperimentazione sui topolini – che dinanzi a un calo dell’ossigeno o a un aumento dell’anidride carbonica, il cervello rilascia una piccola molecola chiamata “prostaglandina E2” (PGE2) alfine di proteggere se stesso dal cambiamento ambientale, difendendo così la propria capacità di regolare correttamente il respiro.

“Il fenomeno è evidente soprattutto in risposta ai cambi nell'anidride carbonica – spiegano i ricercatori – allorché la molecola innesca una respirazione più lenta e profonda”. Quel che è scientificamente interessante è inoltre che l’intero processo osservato nel tronco cerebrale coinvolge un numero esiguo di gruppi cellulari che operano “in rete”.

Compreso il meccanismo, si tratterà ora di capire in particolare “come e perché esso viene alterato da sindromi infiammatorie”. Non è questione da poco. Le infiammazioni hanno talora un impatto gravissimo sul respiro, specie tra i neonati, ed è in cima alle cause della loro morte. “Il potenziale è quello di salvare la vita di molti bebè”, spiegano.


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