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Respirare inquinanti porta al diabete


Secondo un gruppo di ricercatori newyorkesi, riducendo del 25% tali inquinanti si abbasserebbero del 13% l'anno i casi di diabete, pari a 150mila malati in meno in Europa.


L'inquinamento uccide, purtroppo lo sappiamo, e abbiamo scritto più volte quanto l'impatto non si limiti all'“apparato respiratorio”, ma coinvolga l'intero benessere fisico, tanto da innescare una pluralità di patologie. Quell'elenco ora si allunga, includendo perfino il diabete di tipo 2, su cui nei giorni scorsi si è tenuta la Giornata Mondiale, con migliaia di iniziative in centinaia di città italiane tra eventi informativi e consulti gratuiti.

È in effetti una delle piaghe più drammatiche del nostro tempo, coinvolgendo circa tre milioni di italiani, a cui si aggiunge la stima di un altro milione di malati senza diagnosi e di ulteriori due milioni e mezzo di persone con glicemia fuori norma, variabile che alimenta l'esposizione alla patologia. Dati destinati inoltre a peggiorare, con la previsione di arrivare a cinque milioni di malati in meno di quindici anni.

Una “patologia largamente evitabile”, il motto della ricorrenza di quest'anno, alludendo ai criteri, anzitutto alimentari, di prevenzione, oltre alla necessità di una diagnosi tempestiva, fondamentale a tenere “il male” sotto controllo. Ma la sua “evitabilità” si declina anche su altre variabili, inclusa appunto l'aria che respiriamo.

Un gruppo di ricercatori newyorchesi ha approfondito il tema esaminando i dati relativi a un esteso campione di anziani nella città svedese di Uppsala. Come si legge sul Journal of Epidemiology & Community Health, “l'inquinamento” testato nei suoi effetti non è quello delle industrie o dei gas di scarico, bensì dei prodotti chimici come plastiche, pesticidi con sostanze perfluoro-alchiliche, presenti un po' ovunque, dai tappeti agli stampini cartacei alimentari.

L'esito è clamoroso, e arriva a stimare che riducendo del 25% tali inquinanti si abbasserebbero del 13% l'anno i casi di diabete, pari a 150mila malati in meno in Europa. Questione seria, di salute pubblica, ma anche di conti, comportando un risparmio nella spesa sanitaria europea calcolato a 4,5 miliardi di euro. Un'altra ricerca americana ha esteso il computo aggiungendo, ai costi sanitari degli inquinanti domestici, quelli della perdita di produttività. La somma, solo per gli Stati Uniti, raggiunge la cifra strabiliante di 340 miliardi all'anno. In Europa sarebbero 100 miliardi in più.


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