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Oppioidi e dolore, lezioni dal passato


Il “Museo della Farmacia” e si trova a New Orleans. Fu aperto già nel 1950, negli spazi di quella che era stata in effetti la prima farmacia negli Stati Uniti.


La rivoluzione scientifica, sociale e culturale del mondo contemporaneo ha reso possibile ciò che per millenni di storia umana non è stato, ossia un’assistenza sanitaria fondata su criteri razionali di ricerca ed estesa alle masse. Un cambio radicale di prospettiva i cui esiti si documentano nell’impennata della speranza di vita media nell’ultimo secolo. Tra un progresso e l’altro, c’è tuttavia un errore da non fare, ed è quello di dimenticare il passato, e le lezioni che tuttora può fornirci per non finire fuori strada.

Su questo c’è un luogo interessante quanto istruttivo. Si chiama “Museo della Farmacia” e si trova a New Orleans. Fu aperto già nel 1950, negli spazi di quella che era stata in effetti la prima farmacia negli Stati Uniti. Si trattava di un “Cottage Creolo”, una semplice casa eretta nel 1823 nel quartiere francese della città, con funzionalità analoghe a quelle di altri palazzi dell’alta borghesia locale dell’epoca, incluso un appartamento separato per il figlio maggiore e spazi dedicati agli schiavi. La particolarità era il piano terra, concepito per la prima volta a ufficiale “farmacia”.

Beninteso, gli “speziali” esistono più o meno da sempre, e ve ne sono testimonianze in America sin dall'irruzione dei coloni europei. Ma fu nei primissimi anni del diciannovesimo secolo che William Claiborne, primo Governatore di New Orleans, emise un decreto che “formalizzava” la professione istituendo un esame di licenza. Nel 1816 Louis Dufilho Junior lo superò, e sette anni dopo costruì la sua casa-farmacia.

Tra le mille curiosità, oggettistiche e scientifiche, osservabili nel museo svetta l'onnipresenza dell'oppio, ritenuto panacea di ogni male, e perfino pozione per chi cercava “l'amore, la fortuna e il denaro”. Ma al di là delle credenze ben poco scientifiche, esso era soprattutto la base di tutti i trattamenti contro il dolore. Dai tamponi per alleviare i dolori mestruali (li usavano perfino gli antichi romani), ai clisteri contro i disturbi allo stomaco e all'intestino, ai sedativi contro i dolori articolari, gli oppiacei erano usati universalmente.

Tale tradizione si è mantenuta nel Nordamerica, che tuttora rappresenta il 90% del mercato dei farmaci oppioidi, anche perché si nutre oggi dell'ampio consenso nell'ambito scientifico, nelle Autorità Sanitarie nazionali, nonché in sede di Organizzazione Mondiale della Sanità. Ed è cresciuta moltissimo negli ultimi in Europa, a dispetto di interessi e resistenze culturali. Cresce anche in Italia, seppur rimanga ancora fanalino di coda, e sebbene dal 2010 si sia dotata di una legge innovativa che ristabilisce una verità antica della medicina: il “dolore” non solo è un “effetto collaterale” della patologia, è una “patologia in sè”, e come tale la sua cura non è un'eventualità bensì un diritto.


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