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Progetto Respiro

Nel primo respiro c’è tutto


Quel drammatico e magico momento, atteso da nove mesi, racchiude un mondo di emozioni, ma anche di salute, attuale e futura. Il primo respiro, accompagnato da quel pianto liberatorio, racchiude in sé la vita che dà inizio, molto più di quel che possa pensare.


Quel drammatico e magico momento, atteso da nove mesi, racchiude un mondo di emozioni, ma anche di salute, attuale e futura. Il primo respiro, accompagnato da quel pianto liberatorio, racchiude in sé la vita che dà inizio, molto più di quel che possa pensare. Un’indagine multidisciplinare austriaca rivela come esso “dia forma” all’intero sistema immunitario polmonare.

Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Cell Reports, è culminato in una dimostrazione attraverso dati rilevati dai topolini, che evidenziano i “segnali” chiave di tale processo “iniziatico”. Emerge come l’avvio meccanico della ventilazione inneschi il rilascio dell’“interleuchina (IL-33)”, ritenuto un “immunomodulatore”, capace a sua volta di attivare sia le cellule “a risposta innata” sia quelle “adattive”, destinate ad attivarsi in risposta a futuri stimoli interni, incluse le infezioni virali.

La struttura polmonare è per definizione l’interfaccia tra il corpo e l’ambiente esterno, sede del passaggio ogni di oltre diecimila litri quotidiani d’aria. Insomma vi arriva di tutto, incluse le fonti di una quantità di virus, batteri e inquinanti, che richiedono una assidua quanto sofisticata attività di filtro.

Ebbene, i fondamenti di quel complesso meccanismo di difesa si paleserebbero subito, sin dal primo respiro, a detta degli scienziati del Research Center for Molecular Medicine of the Austrian Academy of Sciences e dell’Università Medica di Vienna. La novità, spiegano, non sta tanto nella scoperta dell’immediata genesi e rilascio di alcune sostanze specifiche, già in parte evidenziata in passato, ma soprattutto nella scoperta dell’attivazione di quel processo di auto-regolazione chiamato “omeostasi”, che consente il duraturo adattamento degli equilibri dell’organismo al mutare delle condizioni esterne.

Siamo alla ricerca di base, ma l’esito non è solo suggestivo circa la grandezza dei processi che si attivano al respiro del neonato, bensì fornisce anche una conferma di rilievo sull’importanza della citata “interluchina”, al centro negli ultimi anni della ricerca farmacologica sull’asma e altri disturbi respiratori. Un passo per la cura di quel che può accadere dopo, e soprattutto per poterci arrivare prima.


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