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La terra sta soffocando


Secondo un recente studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) – coordinato dall’Università inglese di Bath - il 92% della popolazione globale vive in luoghi in cui l'inquinamento supera i limiti di sicurezza, con dati assai poco incoraggianti anche per l’Italia.


Gli allarmi si moltiplicano, così come le periodiche chiusure dei centri storici al traffico automobilistico. Ma le cifre fanno ancor più paura e rumore, specie se arrivano dalla massima autorità sanitaria del pianeta. Secondo un recente studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) – coordinato dall’Università inglese di Bath -  il 92% della popolazione globale vive in luoghi in cui l'inquinamento supera i limiti di sicurezza, con dati assai poco incoraggianti anche per l’Italia.

È un fenomeno drammatico, un’autentica strage quotidiana. Secondo la stessa Oms sono circa sei milioni e mezzo le morti ogni anno a causa dell’inquinamento, pari a quasi il 12% dei decessi globali. Le imputate principali sono sempre quelle, non le vediamo ma fanno più male di tutte, le cosiddette “polveri sottili”, includendo il solfato, i nitrati, il nero di carbonio.

Nelle parole del ministero della Salute italiano, sono “particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm […] Sorgenti del particolato fine sono un po’ tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti per la produzione di energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali. […] Sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e, rispetto alle particelle grossolane, sono in grado di penetrare più in profondità nell’albero respiratorio umano”.

La Cina guida l’amara classifica di tali decessi, un milione l’anno, seguita dall’India, con circa 600mila. Ma anche il nostro paese sta messo assai male, solo a dare un’occhiata alla mappa colorata dell’Oms, che mostra l’aria più inquinata di tutta l’Europa occidentale, con 21mila morti l’anno, il triplo di un paese di analoghe dimensioni e latitudine come la Spagna, e molti di più anche di altri paesi industrializzati con il Regno Unito e la Francia.

Il danno è poi “selettivo”, bersagliando perlopiù le fasce deboli. “L’inquinamento atmosferico continua a colpire soprattutto donne, bambini e anziani”, nota la vicedirettrice dell’Oms Flavia Bustreo. E non è che non si possa far nulla, anzi. “Esistono soluzioni, in particolare un sistema dei trasporti più sostenibile, la gestione dei rifiuti solidi, l'uso di stufe e combustibili puliti per le famiglie così come le energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni industriali”, ricorda Maria Neira, altra dirigente dell’Oms. Un anno fa a Parigi, nell’ambito dell’accordo sul clima, i leader mondiali si sono accordati anche per la riduzione dell’inquinamento. Sperando che alle parole seguano i fatti, prima che sia tardi.


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