WikiPharm i progetti
Progetto Respiro

La Giornata Senza Tabacco. E senza finzioni


Scagli la prima pietra chi ha smesso di fumare nella ricorrenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contro il tabacco. Eppure la ricorrenza c’è ed è importante, anche per fare il punto sulla sostanza del problema, dalle responsabilità alle conseguenze. Che coinvolgono sempre di più, anche in quest’ambito, le donne.


I dati presentati nella “Giornata” sono preoccupanti soprattutto per loro. Se tra gli uomini, in un solo anno, i fumatori italiani sono scesi da 6,9 a 6 milioni, le fumatrici sono aumentate da 4,6 milioni a 5,7, avvicinandosi, come mai prima nella storia, all’altro sesso, e addirittura scavalcandolo nel Settentrione. Di fatto andando a imitarlo, in uno dei vizi più deleteri per se stessi e i propri cari. Con i gravissimi rischi associati alla propria salute, in ogni aspetto, da quello respiratorio (le cui patologie sono la terza causa di morte in Italia) a quello riproduttivo.

 

Sono stati comunque tanti gli eventi allestiti nel nostro paese, nell’ambito della Giornata (il 31 maggio), coordinata a livello globale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), e orientata a due obiettivi di fondo: incoraggiare i governi e l’opinione pubblica ad arginare il fenomeno; e poi dimostrare come l’industria del tabacco rappresenti essa stessa un grave pericolo, non solo sanitario, ma anche per lo sviluppo sostenibile.

 

L’Oms sottolinea infatti gli enormi costi sanitari legati al fumo, l’incremento delle diseguaglianze e della povertà - tanto da indurre a risparmiare su cibo, assistenza sanitaria e istruzione per acquistare le sigarette – come documenta il fatto che l’80% delle morti premature a causa del tabacco si verificano nei paesi e fasce sociali medio-basse. Ancora, la coltivazione di tabacco richiede un’enorme quantità di pesticidi, a detrimento delle falde idriche, nonché un’estensione delle piantagioni, di circa 4,3 milioni di ettari, che contribuiscono al problema della deforestazione. Per non parlare dei rifiuti, considerando i circa 70 miliardi di “cicche” gettate ogni anno solo in Italia.

 

 

Poi c’è il nodo delle “tasse”. Sono in tanti a lamentare l’espediente di tanti governi di far cassa proprio su questo. Invece, secondo le autorità sanitarie mondiali, si dovrebbe tassare ancor di più. Aumentandole di un dollaro, se ne generebbero 190 miliardi, spendibili anche per la salute, oltre a contenere i consumi e danni. Se le cifre non bastano, per ottenere aiuto è sufficiente comporre un numero di telefono, l’800-554088. Risponde l’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità.


Vai al progetto