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Progetto Respiro

L’inquinamento fa invecchiare, a Milano più che a Roma


Polveri sottili: i danni non sono solo al respiro.


I danni delle polveri sottili sono davvero gravi e, quel che è peggio, coinvolgono ambiti ben più estesi di quel che pensiamo. Respirare fa male a tutto, e non solo alla specifica cerchia delle patologie del respiro. Coinvolge il cuore, e coinvolge perfino il cervello. Tanto da far documentare che in città altamente inquinate come quelle della pianura padana, a iniziare da Milano, “si invecchia prima che a Roma”, dove per struttura, estensione, ampiezza del verde, e proporzione tra l’ampiezza del territorio e il numero di abitanti, sembra esserci, almeno mediamente, qualche spiraglio in più.

A ricordarlo nei giorni scorsi proprio a Milano è la Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi (Sisa), nel promuovere la Terza Settimana Nazionale dell’Ipercolesterolomia Familiare, in programma tra il 19 e il 24 settembre in tutta Italia. Sono annunciati consulti gratuiti in trenta centri specializzati (l’elenco è qui segnalato nell’apposito sito), nell’ottica di sensibilizzare all’esigenza di sottoporsi a controlli già da giovanissimi: “300.000 italiani presentano valori alti sin da bambini esclusivamente in relazione alla componente familiare – si legge – e diventano 1.5 milioni aggiungendo il fattore alimentare e lo stile di vita”.

Ma il nodo qui è che, a detta della stessa Sisa, il danno non arriva solo dalla genetica o da stili alimentari e di vita nocivi. Il danno è anche, se non anzitutto, in quel che si respira: “Le polveri sottili provocano e accelerano i processi aterosclerotici ed arteriosclerotici”. Le conseguenze primarie sono sul cuore, “che è più a rischio”, ma anche “il cervello, che invecchia più velocemente”.

Il meccanismo è questo: “L'inalazione del particolato fine (Pm2.5) provoca un’infiammazione nei polmoni e nel sangue, che si ripercuote nell’arteria principale, la carotide, provocando e accelerando queste malattie, specie nei soggetti con livelli di colesterolo troppo elevati”. L’esito ultimo è che “l'invecchiamento dei nostri due organi principali, cuore e cervello, a Milano e Torino, avviene fino a quattro volte più in fretta rispetto a Roma”. Eppure basterebbe poco: “Con la riduzione della quantità di polveri sottili nelle nostre città, anche solo di pochi punti - nota Luigi Gentile, presidente Sisa Piemonte e Valle d'Aosta - è possibile ridurre tale effetto già nel breve periodo”.

Basta poco, dunque, a livello pubblico quanto in quello dei comportamenti privati. Meno dell’1% degli italiani riceve una diagnosi corretta in tali ambiti. E solo il 40% dei pazienti, una volta stabilita una diagnosi e un percorso farmacologico, aderisce alla terapia correttamente. 


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