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Progetto Respiro

Il pesce addenta l’asma (già in gravidanza)


Il ruolo, sempre più determinante, degli Omega 3 in una dieta sana.


Quel che si mangia non va solo allo stomaco, impatta ovunque, a iniziare dall’atto vitale primario che è il respiro. Questo coinvolge, e in modo rilevante, perfino il periodo pre-natale della gestazione. Una ricerca condotta tra il Canada (Università di Waterloo) e la Danimarca (Copenaghen Prospective Studies on Asthma in Childhood) ora rilancia pesantemente il concetto, enfatizzando in particolare una sostanza presente soprattutto nel pesce.

Si tratta dell’acido grasso polinsaturo chiamato Omega 3, già celebrato dinanzi a una quantità di problematiche, dal colesterolo alto all’ipertensione, dall’ictus all’insieme delle patologie cardiovascolari, dal sovrappeso al diabete, dalla depressione ai problemi articolari. Al respiro si pensa colpevolmente meno, e si sbaglia, in modo piuttosto clamoroso.

Come si legge sul New England Journal of Medicine, i ricercatori hanno seguito 736 donne sin dalla ventiquattresima giornata di gravidanza, suddividendole in due gruppi. Al primo è stato somministrato, a titolo di “placebo”, generici oli vegetali, alle altre un supplemento quotidiano di 2,4 grammi di olio di pesce, ossia l’Omega 3. Poi sono stati esaminati i rispettivi neonati, nei primi tre anni della loro vita. Ebbene, i figli delle seconde hanno riscontrato una riduzione del rischio di sviluppare asma o bronchite asmatica di oltre il 30%.

Alcuni scienziati, per la verità, sollevano qualche obiezione, anche in Italia. La lezione principale da trarre – dicono – forse non è quella di un aumento da prescrivere negli oli da Omega 3, presenti soprattutto nei pesci d’acqua fredda, quali sardine, aringhe e salmone. L’imperativo prioritario sarebbe quello opposto, ossia la riduzione del consumo dei grassi saturi, di certo avvenuta anche nel medesimo test in concomitanza col maggior uso dell’olio di pesce.

Unanime, comunque, la sottolineatura sull’importanza della ricerca, che colloca l’alimentazione al cuore della prevenzione delle patologie respiratorie, sin dalla fase pre-natale. “È uno studio entusiasmante, l’asma nella popolazione pediatrica dagli anni 70 ad oggi è passata da un 7 per cento di prevalenza a un 13 per cento”, nota Renato Cutrera, presidente Simri, Società Italiana di Medicina Respiratoria Infantile, che poi spiega: “Il sistema immunitario si evolve in contesti sempre più ‘puliti’ e quindi tende a svilupparsi in senso allergico e autoimmune”. Di qui il ruolo accresciuto della prevenzione primaria, che all’evidenza si gioca anzitutto a tavola.


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