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Progetto Respiro

Get moving Bpco – Più passi più respiro.


C'è chi preferisce la bicicletta, o la cyclette in casa, chi ancora qualche altra attività sportiva, da praticare naturalmente con cautela e qualche consulenza medica per chi sta male. Con una menzione speciale, il pilates. Già apprezzato per i benefici alla postura e contro i dolori muscolo-scheletrici, farebbe particolarmente bene anche al respiro.


Il messaggio è rivolto a tutti, non solo a chi sta male. “Anche i sani con cinquemila passi al giorno possono allontanare il rischio”, dice Mario Cazzola, onorario a Tor Vergata. Il rischio citato è anzitutto quello delle malattie respiratorie, su cui la Società Italiana di Pneumologia (Sip) ha lanciato in questi giorni la campagna “Get moving Bpco – Più passi più respiro”.

Si tratta di un'iniziativa di sensibilizzazione, alimentata anche da bracciali contapassi e un'apposita App sperimentale che dovrebbe coinvolgere quattromila pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (la Bpco, appunto). Il nodo è tra l'altro che sono molti di più. Nel nostro paese sono stimati, in base al consumo di farmaci, al 2,8% della popolazione, ma la cifra reale è ben superiore. “I dati delle spirometrie su una popolazione di over 20 hanno dimostrato che i pazienti con ostruzioni respiratorie compatibili con la Bpco sono pari al 9%”, avverte il presidente della Sip Francesco Blasi.

Tradotto, si tratta circa di cinque milione di italiani. E il fatto che le stime farmacologiche siano inferiori conferma che “abbiamo un problema di sottodiagnosi, il 60% dei malati sono sconosciuti al sistema”. Problema da superare con urgenza, anche perché i rimedi oggi ci sono. “Quando ero un giovane studente i pazienti morivano e non c'erano i farmaci che abbiamo oggi”, ricorda Cazzola, che poi aggiunge: “I medici dicevano ai malati di non muoversi, temevano aggravamenti”.

Quel consiglio oggi è dunque completamente rovesciato, preso atto che è proprio “l'attività fisica a poter spezzare la spirale negativa che porta all'immobilità”. Un po' di moto è essenziale, per tutti, non è mai troppo tardi né troppo presto, sia a titolo di prevenzione che di cura. Perché il respiro serve non solo ai polmoni, ma a far “respirare” l'intero apparato muscolare.

La cifra dei “cinquemila passi” può spaventare, ma è solo il corrispettivo stimato di una mezz'oretta di passeggiata. C'è chi preferisce la bicicletta, o la cyclette in casa, chi ancora qualche altra attività sportiva, da praticare naturalmente con cautela e qualche consulenza medica per chi sta male. Con una menzione speciale, il pilates. Già apprezzato per i benefici alla postura e contro i dolori muscolo-scheletrici, farebbe particolarmente bene anche al respiro. “Io non ci credevo, ma ho potuto verificare che migliora i movimenti della gabbia toracica”, racconta lo scienziato.


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