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Dolore, l'aiuto dell'ipnosi


La notizia è quella di un'indagine che rivela la scarsissima conoscenza degli italiani sul tema dell'ipnosi e, al contempo, l'attrattiva che sembra suscitare.


La notizia è quella di un'indagine che rivela la scarsissima conoscenza degli italiani sul tema dell'ipnosi e, al contempo, l'attrattiva che sembra suscitare. A tale notizia ne va aggiunta quindi un'altra, ovvero che si tratta di una disciplina che, seppur ai margini delle strutture sanitarie pubbliche, ha una riconosciuta valenza scientifica, anche come supporto integrativo al trattamento farmacologico del dolore.

Lo studio, condotto dal Centro Ipnosi Clinica di Roma in collaborazione con l'agenzia stampa scientifica Brainfactor e con l'ausilio di un laboratorio giornalistico nellambito dell'Università di Milano-Bicocca, è stato presentato lo scorso fine settimana a Verona nell'ambito del Decimo Congresso della Società Italiana di Ipnosi, rilevando, in estrema sintesi, una “grande confusione generale”, e al contempo “un'ampia domanda in crescita generale”. 

Dall'indagine emerge infatti che 6 italiani su dieci (per l'esattezza il 57%) si dichiarano positivamente interessati alla sperimentazione e all'utilizzo dell'ipnosi in campo medico. Tuttavia è un interesse che si alimenta perlopiù in una sorta di “fascinazione per l'ignoto”, in quanto i cittadini sembrano saperne poco e male. Il 18% la ritiene una “manipolazione psichica”, altri addirittura una “tecnica esoterica”, e solo una minoranza ne conosce il possibile impiego in ambito medico, inclusa, per il 29%, la terapia del dolore.

Tutto questo non è colpa degli italiani, ma di quel che essi ricevono. “La percezione distorta dell'ipnosi rispecchia lo stato dell'informazione disponibile”, nota Marco Mozzoni, coordinatore dello studio, che chiama alla responsabilità anche “gli operatori che comunicano in modo non sistematico, frammentario, poco coerente” sul tema. E tra le informazioni che non arrivono c'è anche il fatto che la psicoterapia ipnotica è parzialmente accessibile in Italia tramite ticket.

“A differenza di quanto si pensi, il paziente sotto ipnosi non dorme, ma si ritrova in uno stato modificato di coscienza che tutti possono sperimentare nella loro quotidianità”, spiega al portale Ok Salute Silvia Giacosa, presidente dell’Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi. Si tratta di una serie di tecniche per innescare “una manovra mentale anti-dolorifica naturale, cioè la dissociazione dalla realtà”. Non elimina la fonte o i sintomi del dolore, ma potenzia le nostre capacità di “gestirlo”, con un “distacco” orientato a limitarne l'impatto. Non è un'alternativa alla terapia, ma può essere un aiuto, e di aiuto c'è bisogno.    


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