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Asma: l'importanza dell'aderenza terapeutica


Purtroppo per tutto il 2015 abbiamo letto molte, troppe volte notizie dramamtiche correlate all'asma. Ma è possibile che dei giovani possano morire per asma, con tutto quello che abbiamo a disposizione? L’impressione è che la malattia non sia ancora correttamente considerata.


Crisi d’asma, muore una giovane mamma. È il titolo drammatico di un quotidiano padovano del 5 novembre, l’ultimo di una lunga serie. Quando lo leggi ti assale l’angoscia, cerchi nella fredda cronaca di capire qualcosa, se era effettivamente una crisi asmatica, se poteva essere curata meglio, se era seguita in qualche centro pneumologico, se poteva essere gestita in modo più efficace l’emergenza.

Purtroppo per tutto il 2015 abbiamo letto molte, troppe volte queste notizie. Ma è possibile che dei giovani possano morire per asma, con tutto quello che abbiamo a disposizione? L’impressione è che la malattia non sia ancora correttamente considerata.

“La giovane mamma, che accusava problemi di asma e si curava con lo specifico farmaco,non respirava tanto bene già dalla giornata precedente”, si legge nell’articolo. “Ma non ci avevamo dato più di tanto peso”, racconta il marito, “ogni tanto capitava e ricorreva al farmaco”.

Da una frase estrapolata da un giornale non si possono trarre conclusioni, ma due cose sembrano evidenti, come purtroppo riscontriamo nella pratica clinica quotidiana:

1) sintomi sottovalutati;

2) terapia al bisogno.

“Non sono cose da sottovalutare. E questo l’appello che faccio a chi soffre di asma: state attenti”, questa è la conclusione del marito. L’asma è una malattia che nella maggior parte dei casi può essere controllata. Il paziente asmatico può andare a scuola, andare al lavoro, fare attività sportiva, andare alle Olimpiadi e magari vincere qualche medaglia. Ma non va sottovalutata.

I punti fermi devono essere:

diagnosi precisa. La spirometria e/o i test di reattività bronchiale sono fondamentali per la diagnosi. Non si può curare la malattia senza alcun dato di funzionalità respiratoria;

- terapia regolare. Seguire le indicazioni del Medico Curante per quanto riguarda l’uso della terapia quotidiana;

uso corretto dell’inalatore. L’asma bronchiale si cura prevalentemente con device inalatori, che assicurano una elevata deposizione del farmaco nell’apparato tracheobronchiale, agendo cosi direttamente nel sito dell’infiammazione e riducendo l’assorbimento sistemico. I device devono pero essere usati correttamente, altrimenti si depositano prevalentemente in bocca, con aumento degli eventi avversi (l’assorbimento sub-linguale e molto elevato) e riduzione dell’efficacia;

non usare solamente i broncodilatatori al bisogno. Tra gli asmatici e ancora molto diffusa la tendenza di usare il salbutamolo al bisogno. Si tratta di un broncodilatatore che agisce immediatamente ed assicura un pronto beneficio, ma non cura l’asma bronchiale. Esaurito l’effetto tutto torna come prima, quindi può mascherare la vera causa del broncospasmo, sino all’insorgenza di una grave crisi con la concomitanza degli effetti collaterali cardiaci;

trattare le malattie concomitanti. Le riniti, le sinusiti, la poliposi nasale, il reflusso gastroesofageo, tanto per citare le cause più frequenti, possono peggiorare i sintomi respiratori;

-non esporsi ad irritanti ed allergeni. Un asmatico non deve assolutamente fumare, nel tempo aggiungerebbe la bronchite cronica con sintomi gravi dal sommarsi delle due malattie. Sul posto di lavoro deve fare attenzione a polveri irritanti, mentre negli ambienti domestici sono presenti muffe ed acari.

effettuare dei controlli regolari. La spirometria non deve essere eseguita una sola volta, serve anche per controllare l’evoluzione della malattia. La tempistica sarà diversa a seconda della gravita: un caso lieve può ripeterla anche una volta all’anno, il caso grave ogni tre mesi, ma seguite le indicazioni che vi vengono date.

piano scritto. Tenete un piano scritto con la terapia da assumere regolarmente e quella da assumere al bisogno, in caso di riacutizzazione. Misurare il picco di flusso espiratorio quando i sintomi peggiorano, per poter intervenire immediatamente.

Sono le prime raccomandazioni che mi vengono in mente, in realtà mi vengono soprattutto dal cuore. Ogni notizia di questo genere è una sconfitta per tutti noi, ci assale il dubbio di quante cose si potevano fare per evitare la morte di una giovane madre. E soprattutto forte l’invito a non abbassare la guardia, l’asma e una partita che non abbiamo ancora vinto ed il controllo non è ancora ottimale.

Dr Claudio Micheletto


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