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Allergie, in arrivo il vaccino anti-acari


La lotta all'allergia agli acari sembra a un punto di svolta. Spunta un promettente “vaccino-farmaco”, che sarà disponibile in Italia già nei prossimi mesi.


La lotta all'allergia agli acari sembra a un punto di svolta. Spunta un promettente “vaccino-farmaco”, che sarà disponibile in Italia già nei prossimi mesi. L'annuncio arriva dal ventinovesimo Congresso della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic), tenutosi in questi giorni a Napoli.

E alla buona novella se ne accompagna un'altra. Il vaccino è in via di registrazione da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco e potrebbe essere inserito in fascia A, gratuito dunque per i cittadini. Quelli ora in commercio contro le allergie respiratorie sono infatti autorizzati solo 'in deroga' (in attesa degli studi necessari all'equiparazione ai farmaci), e la loro rimborsabilità dipende dalle singole regioni.

In questo caso, esiti convincenti sono già stati accertati da una ricerca internazionale a guida tedesca, che saranno pubblicati nei prossimi giorni sul Journal of the American Medical Association (Jama). Il vaccino ridurrebbe del 34% le crisi respiratorie e fino al 60% la necessità di ricorrere a steroidi e cortisonici.

Il meccanismo è illustrato da Giorgio Walter Canonica, presidente della stessa Siaaic. L’allergia si scatena “quando il sistema immunitario sbaglia, riconoscendo e attaccando alcune sostanze come fossero nemiche”. Il vaccino interviene dunque “rispristinando la tolleranza persa con la desensibilizzazione allergica”. Il farmaco è sublinguale. Si tratta cioè di “ compresse da assumere per un periodo che va, a seconda dei casi, da uno a cinque anni”, spiega ancora Canonica, che prospetta benefici nell’arco di poche settimane i quali per giunta permarrebbero perfino in caso di interruzione della somministrazione.

Si profilano dunque risultati importanti, destinati a quanto pare a recare notevole sollievo a milioni di persone. L’allergia agli acari - microrganismi presenti nelle polveri, soprattutto domestiche – è infatti la principale allergia respiratoria. Colpirebbe addirittura il 15% della popolazione, seppure in alcuni casi in modo lieve, quasi asintomatico.


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