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Allergie, ecco la stagione a rischio. Ma conta anche “l’oroscopo”?


Siamo all’inizio della primavera, la stagione più a rischio per molte allergie, quindi il momento migliore per sensibilizzare sulla prevenzione.


La scomparsa dell’amatissimo eroe sportivo Cesare Maldini ha avuto un involontario effetto collaterale. La commozione espressa nel minuto di silenzio in tutti gli stadi dell’ultimo turno della Serie A ha fatalmente tolto un po’ di spazio e visibilità a una rilevante celebrazione programmata. Domenica scorsa ricorreva l’Allergy Day, la quinta Giornata nazionale dedicata alle malattie allergiche, promossa dalla Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) insieme alla Lega calcio.

La data dell’evento naturalmente non è casuale. Siamo all’inizio della primavera, la stagione più a rischio per molte allergie, quindi il momento migliore per sensibilizzare sulla prevenzione. Tra cappellini indossati dagli allenatori, video proiettati sui maxischermi e striscioni il messaggio è drammaticamente chiaro. In Europa i pazienti allergici, nota la Siaaic, sono almeno 70 milioni, e l’Italia è tristemente in cima alle classifiche, con un cittadino su tre a risultarne affetto, e addirittura la metà della popolazione ad averne sofferto almeno una volta nella vita.

Al vertice delle patologie allergiche ci sono proprio quelle respiratorie, rinite e asma, che colpiscono rispettivamente 12 milioni e 3 milioni di connazionali. In alcuni casi entrambe sulla stessa persona, complici pollini, acari da polvere o peli di animali, specie domestici. Nei casi più gravi possono rivelarsi addirittura fatali, il che rilancia l’importanza di una diagnosi tempestiva e quindi della cura. E naturalmente della prevenzione, su cui è cruciale l’alleanza con lo sport, perché una corretta attività motoria è il più efficace degli antidoti.

Ma a proposito di prevenzione, c’è chi si avventura perfino all’ambito pre-natale. Una ricerca pubblicata sull’European Journal of Allergy and Clinical Immunology documenta che chi nasce nelle stagioni fredde è più predisposto all’allergia. I ricercatori stessi peraltro non sanno spiegarselo, salvo rammentare l’impatto della luce solare sui livelli di vitamina D. Il dato è per ora solo statistico. In attesa di spiegazioni scientifiche, già si scatenano gli astrologi.


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