WikiPharm i progetti
Progetto Respiro

Allergia ai pollini, i consigli ufficiali


Trentesima giornata del campionato, su tutti gli stadi della serie A si è srotolato uno striscione che decretava: “In campo per vincere l’allergia”, tema ripreso anche sui cappellini degli allenatori.


Trentesima giornata del campionato, su tutti gli stadi della serie A si è srotolato uno striscione che decretava: “In campo per vincere l’allergia”, tema ripreso anche sui cappellini degli allenatori. Agli albori della primavera si è rinnovato l’annuale “Allergy Day”, grazie al sodalizio tra la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) e la Lega Calcio, a sottolineare come lo sport sia strumento importante contro le allergie, specie respiratorie.

Il fenomeno è estesissimo e, come documenta una recente indagine di Assosalute, in costante crescita, coinvolgendo fino al 40% della popolazione. E a farla da padrona sono le allergie che attaccano l’apparato respiratorio, in primis rinite e asma, che colpiscono rispettivamente 12 e 3 milioni di italiani. Senza risparmiare gli stessi sportivi: “Ne soffrono circa il 30% degli atleti che praticano attività agonistica, ma se ben curate non sono un ostacolo per la pratica sportiva”, documenta il vicepresidente Siaaic Gianenrico Senna.

E così, in cima al vademecum dei consigli del Ministero della Salute, aggiornati anch’essi a inizio Primavera, su come affrontare una delle più insidiose fonti allergiche, la pollinosi, c’è proprio quella di rivolgersi presto a un medico con la comparsa dei sintomi, quali “lacrimazione, starnutazione e talvolta tosse e asma con ricorrenza stagionale”. La mancata cura può avere conseguenze anche gravi, un intervento tempestivo e appropriato può viceversa essere risolutivo.

Gli altri consigli sono perlopiù comportamentali, da osservare con particolare attenzione nei periodi di fioritura. Evitare “le uscite nelle ore di maggiore concentrazione pollinica”, preferendo quelle in prima mattina o in tarda serata, resistere alla tentazione di aprire i finestrini in macchina o in treno (meglio, in questo caso, l’aria condizionata, specie se con un impianto dotato di filtri anti-polline), limitare le gite in campagna (molto meglio quelle al mare), soprattutto se c’è del vento (che fa alzare i pollini), tenendosi in particolare alla larga dai prati la cui erba è stata recentemente tagliata; in città, evitare le aree verdi e le strade troppo trafficate.

Si tratta naturalmente di consigli “estremi”, che solitamente non possono essere seguiti alla lettera. Bene comunque conoscerli, per limitare i danni. E quando inevitabilmente si attraversano luoghi “impollinati”, lo stesso Ministero suggerisce qualche accorgimento ulteriore. Quello di inspirare attraverso il naso (che ha appunto funzione di filtro), e nei casi più delicati indossare una maschera antipolvere. Possibilmente, lavarsi quotidianamente i capelli, perché i pollini possono depositarvisi, e quindi finire sul cuscino dove respiriamo. E poi, anzi prima di tutto, c’è quel medico da consultare, perché i pollini sono tanti e diversi, così come le nostre intolleranze.

(C) Foto ANSA


Vai al progetto