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Progetto Respiro

Afa, consigli governativi (e non solo)


Consigli ribaditi dallo Stato e in questi giorni da altre agenzie, pubbliche e private. Forse suonano scontati, forse sappiamo già tutto, ma chi davvero li segue tutti?


Allora, secondo gli analisti di Cambridge il temuto buco dell’ozono sopra l’Antartide, anziché allargarsi, si sta riducendo. Sembra una buona notizia per l’avvenire, ma l’attualità resta qui, ed è quella di un’altra estate torrida, che già qualche meteorologo giudica anzi “da record”. E con essa si rinnova il rito dei consigli degli esperti, incluso il Ministero della Salute. In realtà vanno presi sul serio, perché contengono indicazioni di prevenzione che non sempre siamo bravi a seguire.

La prima vittima del caldo è proprio il respiro, che diventa affannoso, con tutto quel ciò che consegue. Poi c’è l’impatto sulla pressione arteriosa, il cuore batte più rapidamente e così la sudorazione, implicando la dispersione di sali e liquidi.

Il consiglio primario è dunque quello, per chi può, di tenersi al riparo dai picchi della calura, evitando di stare all’aria aperta circa tra le 11 e le 17 e, ove non possibile, di avere cura di proteggersi con un cappello chiaro e occhiali da sole, vestendosi preferibilmente con abiti di fibra naturale, capaci di assorbire il sudore e agevolare la traspirazione della cute.

Poi c’è il nodo dell’aria condizionata, che è un’alleata salvifica ma va usata bene. Il che significa limitarne l’utilizzo alle giornate peggiori, di non regolare la temperatura sotto i 24 gradi, di non ometterne la manutenzione – a iniziare dalla pulizia dei filtri – e di limitare l’uso concomitante di altri elettrodomestici, che producono essi stessi calore e consumo di energia (la cui bolletta ha poi ulteriori conseguenze, anche per il respiro…).

E poi bere, tanto, almeno due litri d’acqua al giorno, evitare gli alcolici, che provocano vasodilatazione e spossatezza, mangiare cibi leggeri e ad alto contenuto idrico, come frutta e verdura, esercitare ma in modo “morbido” l’attività fisica, mai lasciare, neppure per pochi minuti, bimbi o animali nella macchina parcheggiata al sole, e soprattutto non abbandonare i più bisognosi, quali gli anziani, alla solitudine. Consigli ribaditi dallo Stato e in questi giorni da altre agenzie, pubbliche e private. Forse suonano scontati, forse sappiamo già tutto, ma chi si muove integralmente di conseguenza scagli la prima pietra.


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