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“Mal’aria”, il danno è anche prenatale

Nel rinnovarsi delle “emergenze smog” in Italia – con dati drammatici ora rilanciati da Legambiente - si moltiplicano gli allarmi con particolare riferimento ai bambini. A Venezia è intervenuto perfino un magistrato a convocare i pediatri, per valutare se e dove sussistano addirittura gli estremi del reato. Ora sta però emergendo dell’altro, un fenomeno che si produce ancor prima. L’inquinamento è un danno anche alla gravidanza.

I ricercatori del nucleo universitario del Cincinnati Children's Hospital Medical Center hanno calcolato un incremento del 19% nei parti prematuri in relazione all’esposizione allo smog nel terzo trimestre di gravidanza. L’indagine è stata condotta su una platea molto estesa, ossia su oltre 220mila nascite nello stato dell’Ohio tra il 2007 e il 2010, con stime perfino più prudenti di quelle prodotte l’anno scorso da una ricerca americana analoga, che stimava a oltre il 40% l’incidenza delle polveri sottili sui parti prematuri, catalogati entro la 37ma settimana.

Le conseguenze si producono però ben oltre le probabilità di parto prematuro e i relativi rischi. Un’altra inchiesta, pubblicata sull’ European Respiratory Journal, ha evidenziato i pesanti effetti asmatici sul nascituro. La ricerca ha preso in considerazione ben 65mila bimbi canadesi, seguiti dalla nascita fino ai 10 anni. L’esito è di un rischio incrementato del 25% sullo sviluppo dell’asma prima dei 5 anni, identificando la responsabilità soprattutto nel biossido di azoto generato in atmosfera, benché si tratti, nella definizione del Ministero dell’Ambiente, di una conseguenza secondaria degli scarichi e fumi industriali.

Tali numeri si incrociano drammaticamente con quelli forniti dalle associazioni ambientaliste italiane. Secondo Legambiente, la metà delle città monitorate nel 2015 ha violato il limiti dei 35 giorni di sforamento consentiti di Pm10, specie in pianura padana, ma anche località del centrosud, a partire da Frosinone. Pesante l’impatto sulla salute: ogni anno l’inquinamento aereo provoca 400mila morti premature in Europa, e l’Italia è al vertice, con 65mila decessi. Il dramma ora accertato è che si produce anche prima della nascita.


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