Smog, occhio alle navi


Una sola nave da crociera emette inquinanti atmosferici pari a centinaia di migliaia di automobili e, per alcuni inquinanti, addirittura milioni


Fanno perlopiù rabbrividire le immagini delle gigantesche navi da crociera quando “s'inchinano” a due passi da piazza San Marco, a Venezia. E i veneziani, con un referendum – privo di valore legale – lo hanno ribadito il mese scorso pressoché all'unanimità. Il problema però non riguarda solo i fragili assetti della città lagunare e i timori delle conseguenze di un pur improbabile incidente. Le associazioni di cittadini e ambientaliste denunciano che c'è anche dell'altro, e non riguarda solo Venezia. Il danno, immediato e grave, è anche per la qualità dell'aria, con emissioni nocive in rapida crescita, specie d'estate.

“Una sola nave da crociera emette inquinanti atmosferici pari a centinaia di migliaia di automobili e, per alcuni inquinanti, addirittura milioni”, nota la presidente dell'associazione “Cittadini per l'Aria Anna Gerometta, che poi aggiunge: “Sono molto rare le navi che usano sistemi di riduzione delle emissioni e l’olio combustibile denso con cui sono alimentate ha un contenuto di zolfo fino a 3.500 volte superiore a quello dei carburanti diesel usati per il trasporto stradale”.

C'è insomma una dimensione rilevante dell'inquinamento che viene largamente sottostimata, come se la qualità dell'aria fosse, perfino in un paese come l'Italia, funzione solo di quel che accade sopra la terraferma, senza impatto da quel che arriva da poco più in là, nel Mare Nostrum, specie nei pressi dei porti.

Nella stessa Venezia il trasporto navale determina l'82% degli Idrocarburi Policiclici Aromatici, i cui effetti cancerogeni sono ben noti agli addetti ai lavori. E ben poco si fa per limitare tali emissioni. “Non vi è alimentazione a terra, le navi bruciano carburante molto inquinante per generare elettricità in banchina, tenendo i motori accesi 24 ore su 24 nel cuore dell’abitato urbano”, denuncia la stessa Onlus, che ha tra l'altro lanciato una curiosa iniziativa.

Si chiama eloquentemente “Un mare di fumo”, è un concorso fotografico dedicato proprio al tema delle emissioni marittime inquinanti. I partecipanti potranno inviare le loro immagini fino al 30 settembre. Ricordando che la qualità del respiro è un diritto, dei nostri polmoni come del nostro mare.


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